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Documento dei Sindaci ossolani in materia di sanità

I Sindaci della Val d’Ossola, riuniti nella Sala Storica della Resistenza del Municipio di Domodossola in data 2 ottobre 2012 per valutazioni in materia di sanità sulla base dell’incontro tenutosi in data 25 settembre con i vertici dell’Asl 14, nella consapevolezza di esprimere il sentimento delle popolazioni ossolane che non intendono più accettare la continua messa in discussione dei propri livelli assistenziali e sanitari (già abbondantemente sottodimensionati rispetto alla media dei territori piemontesi), nonché lo strisciante, costante e continuo depauparamento dei servizi presenti nelle zone montane, sottolineano quanto segue:

  1. Si  prende atto con rammarico che l’ASL VCO abbia deciso in via unilaterale di non dare seguito agli impegni che il Direttore Generale dott. Giacoletto, il Direttore Amministrativo dott. Bisca e il Direttore Sanitario dott. Garuffi si erano assunti di fronte a tutti i Sindaci ossolani nella riunione dei 5 luglio 2012, in ordine alla concertazione preventiva con i Sindaci della Val d’Ossola prima dell’assunzione di qualsiasi determinazione in materia di riorganizzazione dei servizi sanitari nel territorio delle Valli Ossolane, e al metodo stabile di confronto con un lavoro step by step sul taglio dei costi in quella sede promesso dal Direttore Generale, dott. Giacoletto.
  2. In particolare, per quanto riguarda il Punto Nascite dell’Ospedale San Biagio di Domodossola, si registra con disappunto e contrarietà la pervicace volontà regionale di pervenire ad una chiusura del servizio in via immediata e totalmente sganciata da un analogo atteggiamento per gli altri reparti e punti nascite piemontesi al di sotto della soglia dei 500 parti/anno (Carmagnola, Susa, Bra, Tortona, Acqui Terme, Borgosesia, Ivrea), contravvenendo con ciò sia agli impegni assunti dall’assessore regionale alla sanità, dal direttore regionale Aress e dal direttore generale dell’Asl 14 di fronte ai Sindaci ossolani sia all’impegno –assunto dallo stesso Presidente della Regione, on. Roberto Cota, a Domodossola il 30 settembre 2011- di assicurare in caso di chiusura un servizio alternativo in condizioni di sicurezza e di miglioramento dei costi gestionali
  3. Si valuta di estrema gravità il fatto che l’assessorato alla sanità della Regione Piemonte non abbia ancora assunto alcun provvedimento amministrativo teso ad assicurare il trasferimento delle attrezzature del servizio di Emodinamica oggi inutilizzate presso l’Ospedale di Chivasso all’Ospedale San Biagio di Domodossola. Ricordiamo ancora l’impegno che si assunse il direttore generale dell’Asl 14 dott. Giacoletto in questa sede lo scorso 5 luglio, quando si impegnò per “l’attivazione e radicamento del servizio di Emodinamica presso l’Ospedale San Biagio di Domodossola, mediante trasferimento delle attrezzature già esistenti presso l’ospedale di Chivasso e la loro posa per il periodo settembre/ottobre”. Ad oggi la Regione Piemonte non ha assunto nessuna determinazione amministrativa in tal senso. Ci chiediamo per quale motivo. E ci chiediamo –a questo punto- se gli impegni solennemente assunti dal Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, on. Valerio Cattaneo, e letti di fronte all’assemblea dei Sindaci ossolani lo scorso 5 luglio, valgano anche per l’assessore regionale alla sanità, ing. Paolo Monferrino.
  4. Si valuta con grande contrarietà la circostanza che, a seguito dei provvedimenti di riduzione della spesa assunti nel mese di agosto dalla Giunta Regionale del Piemonte a seguito delle determinazioni nazionali in materia di “spending rewiew”, si sia esplicitamente esclusa ogni forma di deroga e di riconoscimento della specificità dei territori montani, contravvenendo in ciò all’articolo 44 della Costituzione, alla legge 97 del 31 gennaio 1994, all’articolo 8 dello Statuto della Regione Piemonte, oltre che alla razionalità e al buon senso che inducono a ritenere profondamente diverse le modalità di offerta e di organizzazione sanitaria ed ospedaliera tra la città di Torino e le vallate piemontesi.
  5. Si esprime grande preoccupazione per la decisione assunta dall’Asl 14, e comunicata ai Sindaci senza alcuna preventiva concertazione, di interrompere con decorrenza 1° ottobre 2012, il servizio di guardia medica nelle Valli Vigezzo (presidio di Santa Maria Maggiore), Anzasca (presidio di Vanzone con San Carlo) e Antigorio-Formazza (presidio di Baceno), senza che si sia messo in campo alcuna proposta alternativa di riorganizzazione del servizio della medicina di base teso ad assicurare quantomeno la copertura dei territori, che a questo punto finiranno con l’incidere sull’aumento della pressione nei confronti del DEA, con tutto ciò che ne consegue il termini di disagio per l’utenza, qualità del servizio e aumento dei costi.
  6. Si stigmatizza l’intervento odierno di soppressione di n. 4 posti letto di recupero e rieducazione funzionale del P.O. di Domodossola smentendo di fatto quanto già scritto al punto 3 del comunicato stampa dei Sindaci a seguito dell’incontro del 5 luglio 2012.

Alla luce di quanto sopra, il depauperamento quantitativo e qualitativo dell’offerta sanitaria in Ossola è già in essere.

Se a ciò si aggiunge la pesantissima situazione relativa al futuro dei servizi socio-assistenziali, dopo le recenti comunicazioni pervenute dalla Regione Piemonte (a seguito del pesantissimo taglio del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali operato dal governo) che attestano in 472.000 euro il taglio sulle entrate del Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali (C.I.S.S.) dell’Ossola, la situazione assume i contorni dell’assoluta emergenza.

Siamo convinti che i provvedimenti in corso, qualora attuati, determineranno in maniera irreversibile la diminuzione dei servizi nei confronti delle popolazioni più anziane, bisognose e disagiate, la sensibile regressione nei livelli di qualità, e un’ulteriore pressione sulla struttura ospedaliera con tutto ciò che si determinerà a livello di costi delle prestazioni e di stress di una struttura come quella domese già compromessa da livelli di organico insufficienti per far fronte alle domande.

[highlight]E’ ormai largamente diffuso in ampi strati della popolazione ossolana il timore che tutto ciò rappresenti l’innesco di un processo di smantellamento dell’Ospedale San Biagio di Domodossola come nosocomio pubblico in grado di assicurare la generalità delle prestazioni[/highlight].

Per l’Ossola tutto ciò avrebbe un impatto peggiore delle pure drammatiche alluvioni degli anni ’70 e ’80, perché radicherebbe nella coscienza delle nostre genti il sentimento di essere state abbandonate e sacrificate sull’altare di una politica di risparmi e di riorganizzazioni che tocca sempre e solo i più deboli, i più marginali e i più distanti dai luoghi del potere.

La collocazione temporale di questi tagli, giunti in concomitanza con l’esplosione di fenomeni di profondo malcostume delle classi dirigenti politiche di varie parti del Paese, rende indigeribile ai cittadini tutto ciò.

Noi, Sindaci delle Vallate Ossolane, abbiamo da tempo fatto la scelta di agire in maniera unitaria e lontani da ogni strumentalizzazione partitica, nella consapevolezza di essere gli interlocutori e i rappresentanti delle popolazioni che ci hanno liberamente e democraticamente eletti.

Per questi motivi, di fronte alla straordinarietà dell’emergenza che va profilandosi, rilanciamo la nostra volontà ad una compatta e forte UNIONE OSSOLANA, che in spirito di solidarietà e di mutuo soccorso tra le vallate e il fondovalle faccia comprendere A TUTTI  che l’Ossola è un unico agglomerato, che deve essere inteso come una unica entità e che quindi sulla scorta dei suoi 68.000 abitanti ha il diritto imprescindibile ad un livello di prestazioni sanitarie e socio-assistenziali adeguate al numero e alle caratteristiche del proprio status di zona montana.

In questi mesi abbiamo esercitato una paziente e difficile azione di confronto e di mediazione con tutti i livelli istituzionali preposti, non sottraendoci MAI dall’interesse generale della Regione Piemonte e dalla composizione di un disegno organico di riorganizzazione, ma chiedendo parità di trattamento, ponendo sul tavolo anche proposte alternative in grado di contemperare le esigenze di riduzione della spesa con quelle dell’assicurazione alla prestazione dei servizi essenziali alla popolazione.

Abbiamo ricevuto dalle Istituzioni, finora, promesse disattese, atteggiamenti dilatori, silenzi e disinteresse.

Pertanto chiediamo:

  • L’immediata sospensione di ogni provvedimento amministrativo relativo alla riduzione e riorganizzazione dei servizi sanitari in ossola, Punto Nascite in primis, al fine di poter procedere con i punti successivi.
  • Immediata collocazione delle attrezzature e del laboratorio di Emodinamica presso l’Ospedale “San Biagio” di Domodossola.

I Sindaci ossolani danno mandato al Sindaco di Domodossola di organizzare un incontro urgente con i consiglieri regionali eletti nel territorio del V.C.O., propedeutico alla richiesta di incontro con il Presidente della Giunta Regionale, Roberto Cota.

I Sindaci ossolani danno altresì mandato al Sindaco di Domodossola per la costituzione di un Comitato tecnico amministrativo che d’intesa con la Consulta dei Sindaci abbia il compito di elaborare un piano di riorganizzazione sanitaria su base provinciale alternativo alle proposte presentate dalla Direzione ASL V.C.O. nella riunione del 25 settembre 2012.

E’ con questo spirito che agiremo in ogni sede, con ogni strumento che la democrazia ci mette a disposizione e in tutte le sedi e modalità proprie di un civile consesso contro lo smantellamento dell’Ospedale San Biagio, dei servizi sanitari e socio-assistenziali e del futuro stesso dell’Ossola.

Domodossola, 2 ottobre 2012

(Votato all’unanimità dai 33 Sindaci presenti)