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In città presto la Casa dell’Acqua

Sarà realizzata a breve a Domodossola la Casa dell’Acqua, fontana pubblica tecnologica in grado di erogare acqua naturale e frizzante filtrata, depurata e refrigerata, prelevandola dall’acquedotto comunale. Questo determinerà due vantaggi importanti: un notevole risparmio economico per le famiglie, che non dovranno più acquistare l’acqua in bottiglia e un beneficio ecologico in termini di CO2 prodotta: la produzione, il trasporto e smaltimento delle bottiglie in plastica determina un grave impatto per l’ambiente.

Di seguito l’intervento dell’Assessore alle Politiche Energetiche Salvatore Iacopino in risposta alle critiche dell’Assessore Provinciale Germano Bendotti.

Dal momento che mi sto occupando personalmente della realizzazione della cosiddetta “Casa dell’Acqua” a Domodossola , ed avendo su questo anche relazionato in Consiglio Comunale in fase di approvazione del Bilancio di previsione 2012, mi permetto di intervenire sulla recente polemica da qualcuno innescata a tal proposito.
Che tali iniziative possano davvero danneggiare gli stabilimenti di acque minerali del territorio, non credo siano in molti a pensarlo; fatta eccezione, naturalmente, per l’Assessore Bendotti!
Con la realizzazione della c.d. Casa dell’Acqua, l’intento dell’Amministrazione è quello di valorizzare l’acqua potabile in arrivo dall’acquedotto pubblico e, al contempo, attuare un processo di politica ambientale rivolto alla riduzione degli imballaggi in plastica.
Oltre ai vantaggi di natura ambientale, il servizio consentirà un risparmio economico sia ai cittadini, in relazione all’acquisto dell’acqua in bottiglia, sia all’Amministrazione, in relazione ai minori costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in plastica.
Nel Comune di Domodossola, nell’anno 2011 sono state raccolte circa 740 tonnellate di imballaggi in plastica. Le bottiglie d’acqua minerale rappresentano solitamente circa il 30% di tali imballaggi, da smaltire con notevoli difficoltà dal punto di vista del riciclaggio, vista la loro natura “policomponente” (bottiglia, tappo, etichetta, colla ecc.).
Ora, 10.000 litri di acqua sfusa (ossia circa un quarto di quanto un tale impianto potrebbe erogare mensilmente) corrispondono a 6.700 bottiglie in plastica da un litro e mezzo non consumate. Che, tradotte in rifiuti e anidride carbonica, equivalgono a più di 230 kg di plastica risparmiata e a 450 kg di CO2 non emessa in atmosfera (per la produzione, circolazione e smaltimento delle bottiglie). Le motivazioni per la realizzazione di queste c.d. Case dell’Acqua, sono dunque diverse: risparmi economici per i cittadini e per il Comune, educazione ecologica, valorizzazione della risorsa idrica e, soprattutto, vantaggi ambientali. Se qualcuno ritiene invece tali cose siano irrilevanti e preferisce tacciarle di ideologia, faccia pure.

Dott. Salvatore Iacopino, Assessore alle Politiche Energetiche