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Riqualificazione di Piazza Chavez e nuova sede museale per la diligenza del Sempione

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Sono due i progetti, finanziati nell’ambito del Progetto Interreg “Chavez: di tanti uno solo” e coordinati dal dott. Paolo Lampugnani, i cui lavori di realizzazione inizieranno a breve (A questo link dell’Associazione Musei d’Ossola la scheda del progetto Chavez).

Il primo riguarda il recupero della pensilina scuolabus delle scuole “Milani” e della teca sita presso il Museo Sempioniano.
La teca sarà riposizionata presso la pensilina, che verrà a sua volta riqualificata. La nuova struttura sarà dotata di vetri antisfondamento e sarà impermeabilizzata. Avrà inoltre un impianto di climatizzazione e di illuminazione interni, alimentati da un impianto fotovoltaico.
Dentro ad essa saranno collocati una ricostruzione del Blériot usato da Chavez con l’ala originale e alcuni pezzi di storia del sistema di trasporto locale: l’antica diligenza del Sempione, una slitta, un’automobile e una bicicletta. All’esterno si realizzeranno marciapiedi laterali in serizzo. (A questo link è possibile avere una visuale 3D della teca e tutta la documentazione relativa)

Il secondo progetto riguarda invece la riqualificazione di Piazza Geo Chavez con la sostituzione delle attuali piante, la realizzazione di una nuova illuminazione e di una fontana, la posa di nuove panchine e la creazione di un’area gioco con scacchiere, piste per le biglie e gioco mondo (o della campana). Sarà inoltre posizionata una “torretta” in cui condividere liberamente quotidiani e libri.

Progetto riqualificazione Piazza Chavez

Entro la fine di marzo dovrebbero iniziare i lavori, che si concluderanno prima della fine dell’anno.

E’ una soddisfazione sapere che questi progetti vedranno la luce. Piazza Chavez sarà un luogo piacevole d’incontro ove riscoprire gli antichi giochi del passato: anche se fuori dal Borgo diventerà parte di quella che vogliamo sia la Città della Cultura.
Allo stesso tempo la nuova esposizione museale presso le scuole “Milani” offrirà un valore aggiunto all’area di Via Rosmini, che rientra in un più ampio progetto di valorizzazione della città.
Mariano Cattrini

FAQ: DOMANDE FREQUENTI

D: Non si poteva trovare una sede più consona per posizionare la nuova teca museale, per esempio all’interno del Borgo?

R: Il piano particolareggiato del centro storico è scaduto e deve essere riapprovato: questo impedisce la possibilità di intervenire con nuove edificazioni all’interno del Borgo. Ciò vale anche per l’area antistante il Museo Sempioniano, dove era precedentemente posizionata la teca. La zona antistante le scuole elementari “Milani” è stata identificata quale miglior sito al di fuori del centro storico, data la vicinanza della biblioteca,  la chiusura notturna della zona e la prevista futura riqualificazione dell’intera area di Via Rosmini.

D: I soldi destinati alla teca museale non potevano essere spesi per migliorare le problematiche della scuola elementare?

R: No. I fondi per la realizzazione della teca derivano da un progetto europeo Interreg dedicato a “Geo Chavez”. Pertanto non è possibile destinare i fondi ad altri usi. Lo stesso vale per Piazza Chavez: se tali soldi non vengono spesi nella riqualificazione sono automaticamente persi.

D: La nuova Piazza Chavez non perderà il ruolo di giardino pubblico e polmone verde cittadino?

R: Il contrario: il progetto prevede la piantumazione di nuove piante, che sostituiranno quelle abbatute. Verrà realizzata una superficie di calpestio in pietra (selciato e lastricato) posizionata in terra stabilizzata e inerbita. Il manto erboso avrà modo di crescere non soffocato dall’eccessiva vegetazione. Verranno posizionate panchine e un’area gioco per bambini con i giochi del passato. Verrà riqualificata l’illuminazione esistente per garantire la fruizione della piazza in ogni momento della giornata. L’area sarà resa dunque più vivibile e piacevole per bambini, anziani e per tutti coloro che vorranno usufruirne. 

D: I cedri che si vogliono abbattere non sono un elemento storicamente importante per la piazza?

R: I primi alberi ad essere piantati furono alcuni platani sui lati. In un secondo tempo vennero piantati dei tigli, che, oggi malati, richiedono l’abbattimento. I cedri del Libano furono piantati negli anni ’60, non considerando che nel giro di breve tempo avrebbero raggiunto un’altezza ragguardevole. Nell’arco di quarant’anni sono infatti arrivati ad oscurare la piazza che sovrastano, soffocando il manto erboso e gli alberi sottostanti. Va inoltre tenuta in considerazione la pericolosità esercitata da alberi di tali dimensioni sulle abitazioni adiacenti.

Sotto i rendering Associazione Musei d’Ossola della nuova Piazza Chavez

PER APPROFONDIRE